Sgrendenay – C5 Montereale Vecchio Amore 91: 3 – 1

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23 gennaio 2017: segnatevi questa data perché il ritorno alla vittoria dei gialloneri non è capitato in un giorno qualsiasi. Non vincevamo dalla seconda giornata di campionato, da oltre 3 mesi! Il giorno è reso speciale dal compleanno di Mister Sconch, e tutti volevamo regalargli questi benedetti 3 punti, chi è sceso in campo, chi ha accompagnato la squadra a bordo campo e chi ha atteso a casa il messaggino WhatsApp che riportava il risultato finale.

Abbiamo sfoderato la partita perfetta, come la stagione scorsa ci era capitato, sempre in casa, contro l’Osteria Turrin (7 – 1 il risultato in quell’occasione); siamo scesi in campo concentrati, dopo le consuete disposizione del Mister prima del fischio d’inizio, dove richiedeva sacrificio in copertura, attenzione nelle marcature e un occhio particolare per il loro capitano, che partiva dalla difesa ma saliva spesso mettendo facilmente scompiglio nella retroguardia avversaria.

Gli Sgrendenay sono stati ordinatissimi nel primo tempo, facendo girare molto bene la palla a terra e subendo poco o nulla in fase di non possesso palla, con marcature precise e buon dialogo tra i giocatori. Il pallino del gioco lo abbiamo sempre avuto noi, le palle gol da ambo le parti in effetti sono state ben poche perché è risultata una partita soprattutto tattica, con le due squadre che si temevano. Ma non potevamo sfatare quel famigerato tabù, ovvero quello del gol preso alla prima disattenzione, cioè una ripartenza di Stefano che stoppando male il pallone ha regalato un assist perfetto sui piedi dell’attaccante che, a tu per tu con Roby, lo ha bucato imparabilmente.

Potevamo nuovamente crollare psicologicamente, invece la reazione è stata da grande squadra, coesa, che vuole ribaltare subito il risultato. Detto-fatto: da un corner calciato forte da Aldo, una deviazione del difensore del Montereale fa carambolare la palla in gol, decretando subito il pareggio! Quello che ci voleva per crederci maggiormente.

Il primo tempo si chiude con poche occasioni, ma con la convinzione che la serata poteva veramente essere quella giusta per portare a casa la sospirata vittoria, vista la grinta mostrata in campo. Il secondo tempo risulta un po’ più vivace, vuoi anche per il fisiologico calo fisico da entrambi le parti. Marco prova tre volte (!) a dar sfogo al suo micidiale sinistro, ma il portiere avversario riesce a ribattere con parate decisive ogni offensiva del nostro laterale. Roby dall’altra parte mostra la solita bravura sui tiri velenosi degli avversari, anche se un paio di volte sono i pali a mantenere in parità il match. Mentre il pareggio sembrava oramai sentenziato, a 5 minuti dal termine un tiro apparentemente innocuo di Ale Carnio sfugge dalle mani del portiere avversario per dirigersi sui piedi educati di Stefano che con un tap-in riesce a portare in vantaggio gli Sgrendenay! In panchina esplode la gioia, ma manca ancora troppo tempo per poter credere di aver portato a casa il risultato.

Gli avversari si innervosiscono e accentuano un po’ troppo i contatti energici di Sconch, ma i calci piazzati fortunatamente non impensieriscono Roby; molto probabilmente anche giocando per un altro tempo non sarebbe passato un altro gol alle spalle del nostro portierone, tanto era la nostra attenzione in difesa. Il 3 a 1 finale arriva a 30 secondi dal termine grazie a un altro corner calciato forte che rocambolescamente finisce alla stessa maniera di quello calciato nel primo tempo che ci ha fatto pareggiare, cioè con l’autorete del difensore.

Al triplice fischio un urlo liberatorio viene seguito dagli abbracci tra tutti i giocatori gialloneri, sia quelli che hanno giocato sia quelli che hanno sofferto in panchina. Non voglio rubare il “mestiere” a Mec e Matteo dando i voti, ma credo che nessuno ieri sia andato sotto il 7 pieno! Il migliore in campo è stato il festeggiato del giorno, Mister Sconch, perché con la grinta, la furbizia e l’esperienza è stato assoluto protagonista e forse nessuno più di lui ha meritato questa vittoria.

Menzione particolare anche per coloro che hanno tifato ai bordi del campo, da capitan Max Cuomo (masticava l’aria da quanto avrebbe voluto essere in campo!), a un silenzioso e pacifico Mec, che con la sola presenza dà sicurezza e forza a tutto il gruppo, da Lino che ieri ci ha trascinato anche nel dopo partita con un messaggio da vero tifoso, a Miki e l’”ottavo uomo” Denis che hanno messo a dura prova le proprie corde vocali nell’incitare i ragazzi. Abbiamo festeggiato la vittoria alla pizzeria “Torresana” di Torre di Mosto, dove Sconch e Miki hanno pagato da bere (Miki ha compiuto gli anni lo scorso 15 gennaio e non aveva ancora “bagnato” la ricorrenza).

Nel post partita ho immaginato questa grandissima “squadra di amici” come una goccia d’olio: può rendere più saporite le pietanze [i nostri post-partita], può far scivolare chiunque ci passi sopra [vero Montereale?] e per quanto un oceano possa passarci sopra e spingerlo in basso, riesce sempre a tornare a galla [gli Sgrendenay].

Formazione: Roberto ROBY Basso, Alessandro SCONCH Scomparin, Aldo ALDONE Nadalin, Stefano AREO Roman, Marco MC Callegher, Manuel MANU Ramon, Alessandro ALE Carnio. In panchina: Denis PIPPO Pasini. In tribuna: Massimo MAX Cuomo, Andrea MEC Mecca, Michele MIKI Carniel, Lino LINUS Fornasier. Primo tempo: 1 – 0; 1 – 1, Aldo (direttamente da calcio d’angolo); Secondo tempo: 2 – 1, Stefano; 3 – 1 Aldo (direttamente da calcio d’angolo).

2 thoughts on “Sgrendenay – C5 Montereale Vecchio Amore 91: 3 – 1

  1. andrea

    BEL COMMENTO MIKY,
    a fine partita ho pensato che si poteva perderla per un nulla, e in quel momento mi è saltato alla mente il discorso di Al Pacino in ogni maledetta Domenica.

    “Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete con il tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

    Spesso in questo campionato abbiamo mancato il passaggio per quel cm, spesso abbiamo mancato la palla per quel cm, e alla fine ci siamo ritrovati in una zona che forse non ci appartiene. Lo spirito di squadra visto ieri dentro e fuori dal campo deve essere sempre con noi. Ho visto Miki festeggiare da nono uomo più di chiunque altro, ho visto Denis che si è messo a disposizione per spingere anche con un soffio la palla nella giusta direzione, ho visto Max in piedi tremante tutti i 40 minuti, ho visto anche un LINUS tifare e incoraggiare la squadra e davanti a tutto questo ho offerto il mio silenzio … perché la musica suonata era molto meglio.
    Bravi tutti i magnifici sette…

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  2. Miki

    Commento spettacolare Mec, da ottimo degustatore cinematografico. Amico mio tu sei tra coloro che dall’inizio ha costruito tutto questo e la tua importanza, silenziosa o chiassosa che sia, è incommensurabile. Sono orgoglioso di te come dell’appartenenza a questi colori, a questi amici veri. Grazie SEMPRE!

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