Sgrendenay – New Team Azzano: 2 – 3

fascia_capitano_sgrendenay

Questa la faccio in prima persona.

Perché ci sono serate in cui devi metterci la faccia e la fascia.

E io, lo confesso, prima della partita ho pensato di prendere la fascia e metterla al braccio di qualcun altro. Poi invece ho semplicemente deciso di limitarmi a tacere, perché non mi sentivo autorizzato a dare consigli a nessuno, ma tenendola al braccio, quella fascia, pur dubitando di non meritarla per come avevo giocato tutte e tre le gare precedenti: tre partite di fila senza segnare un goal non mi era mai successo da quando gioco con questa squadra, da quando gioco a calcio a cinque, ma il goal è solo il risultato di un impegno fisico e mentale e dunque questa statistica racconta prima di tutto di qualcosa che temevo si fosse spezzato.

Racconta anche altro, a dire il vero, che forse non riguarda solo me: il tempo sta passando e per fare quello che prima era semplice, ora occorre il doppio, il triplo dell’impegno e della fatica, soprattutto in un campionato in cui hai di fronte avversari di almeno dieci, quindici anni più giovani e formazioni allenate e organizzate. Ma tutto quello che ci accade è soltanto la somma di scelte che facciamo oppure che non facciamo (perché anche scegliere di non scegliere, alla fine, è una scelta, però la peggiore possibile).

Siamo noi che abbiamo scelto di giocare in questa Serie di questo Campionato; noi che abbiamo scelto di non fare neanche un allenamento; ed è ognuno di noi che sceglie se vale la pena o meno ogni settimana di andarsi a fare una corsetta per proprio conto, che decide quanto spazio, anche mentale, concedere alla preparazione di questa attività.

Poi ci sono le scelte sul campo, quelle minuscole, personali, che ciascuno mette in atto dal primo all’ultimo istante di una partita: passare il pallone a un compagno o a un altro, tentare l’anticipo o attendere, calciare in porta o mettere il pallone in mezzo, tuffarsi a destra o a sinistra, protestare con l’arbitro o tacere, lasciarsi cadere per ottenere un fallo o restare in piedi, ammettere di aver toccato per ultimi un pallone che è uscito o negare, lottare con rabbia o con rispetto, tendere la mano per chiedere scusa a un avversario oppure ignorarlo, reagire a una provocazione o invece resistere…

Ogni singola scelta individuale che facciamo durante la partita definisce le persone che siamo in campo e la somma delle scelte di ciascuno di noi definisce la squadra che siamo. Ma la cosa straordinaria è che la singola scelta di uno può diventare esempio per gli altri, può stimolare una riflessione, e può spostare le scelte di un altro e poi di un altro ancora e quindi di tutti. In sostanza: ognuno di noi, con una sola scelta, può cambiare in meglio o in peggio l’intero gruppo, l’esito di una partita, di un campionato, di una stagione, di una vita.

E il senso di tutto questo discorso è che la squadra che siamo oggi credo sia la più forte di sempre, perché le persone che la compongono fanno scelte che non erano mai state fatte, non così, non così tanto, non così uniti. La squadra che siamo oggi, nella mia personale classifica, è prima a punteggio pieno. E questo è il motivo per cui, alla fine della serata, dopo essermi ripreso i goal che mi mancavano e dopo aver ricominciato a parlare, a dire tante cose tutte insieme semplicemente perché sentivo che le avevo dentro e che volevo essere vero con me stesso e con gli altri, alla fine della serata forse mai come prima mi sono sentito il Capitano di questa squadra e orgoglioso di esserlo, orgoglioso di voi.

Un giorno, fra nemmeno troppo tempo, di questi quaranta minuti di una bassa Serie di un minuscolo Torneo locale di calcetto non ricorderemo più nulla. Quello che ricorderemo sarà una sensazione, determinata dalla somma delle scelte di tutti noi: la sensazione di quello che siamo, di quello che siamo stati insieme.

MAX (il Capitano)

Formazione: Marco SANDRO Sandre, Alessandro SCONCH Scomparin, Matteo TEO Gottardo, Stefano DOC Drigo, Aldo ALDONE Nadalin, Denis PIPPO Pasini, Massimo MAX Cuomo. In panchina: Mattia CUZ Marcuzzo, Andrea MEC Mecca, Alessandro ALE Carnio, Marco MC Callegher. Primo tempo: 0 – 1; 1 – 1, Max su assist di Denis; 2 – 1, Max su assist di Denis. Secondo tempo: 2 – 2;  2 – 3.

2 thoughts on “Sgrendenay – New Team Azzano: 2 – 3

  1. Mec

    Bella Capitano !
    Non sei capitano per i gol che fai o non fai, porti quella fascia per quello che rappresenti per noi, per quello che dici e per tutto lo sbattimento che comporta giocare e organizzare.

    La scelta di cederti la fascia di capitano rappresenta il rispetto e la fiducia della squadra nei tuoi confronti.

    Un capitano deve rendere conto alla squadra dopo una brutta prestazione e deve essere in grado di condurre la squadra nella direzione desiderata. E’ importante che tu sappia mantenere il controllo nelle situazioni di pressione e che sappia essere il modello di eccellenza per i compagni.

    Secondo me rispetti le tre regole per esserlo… (quando ero al tuo posto avevo letto questa cosa)

    Cura
    i grandi capitani hanno un innegabile passione per il gioco. Hanno messo il successo della squadra prima dei propri bisogni e sono veramente interessati al benessere di tutti i membri del team (in questi anni lo abbiamo visto). Il capitano dunque “si prende cura”: dovrebbe trattare tutti i compagni di squadra con rispetto e riconoscere i contributi di tutti i membri del team. Qualsiasi problema con un compagno di squadra viene gestito in privato e in modo positivo per affrontare la situazione e trovare una soluzione. Il capitano deve essere anche la persona in grado di fermare la diffusione di rumor e pettegolezzi: comportamenti che distruggono la chimica di squadra (quanti messaggi mi hai scritto in privato).

    Coraggio
    I capitani sono disposti a farsi avanti. Come un capitano coraggioso è necessario “passare dalle parole ai fatti” e non si può avere paura di competere nelle peggiori delle situazioni. Le tue azioni devono incarnare i valori fondamentali della squadra, soprattutto nei momenti di avversità. Essere un modello di coraggio e di dedizione per i tuoi compagni di squadra, impostando obiettivi alti e lavorando sodo per raggiungerli. Infine, come un capitano coraggioso è necessario dimostrare che ci si fida dei propri compagni di squadra e allenatori, anche nei momenti in cui, magari, i propri compagni non riescono a dare il meglio di loro.

    Coerenza
    Capitani efficaci devono essere un modello di coerenza. Per essere un capitano coerente è necessario dare il 100% di sforzo in ogni allenamento e partita. Non si può “predicare bene e razzolare male” e sperare di guadagnarsi il rispetto di compagni di squadra e allenatori. Non esistono scorciatoie, esiste la comunicazione (questa parola mi risuona spesso nella testa) e la negoziazione!

    Lavorando su queste 3 ti guadagnerai la quarta C: la Credibilità. Niente è più importante che essere percepito come leader credibile e affidabile!

    Un abbraccio da un ex capitano non rispettoso delle tre “C”.
    Mec

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