New Team Azzano – Sgrendenay: 5 – 4

Una breve cronaca a una partita che verrebbe voglia di dimenticare ma su cui invece è giusto riflettere. Una partita per certi versi simile alla gara di andata, per altri invece molto diversa, in cui chiudiamo il primo tempo in vantaggio giocando un ottimo calcio e restando sempre concentrati, per poi collassare nella ripresa per un semplice motivo: smettiamo di pensare a fare l’unica cosa per cui a quarant’anni suonati usciamo di casa una volta a settimana, ossia giocare a calcio e divertirci, e cediamo al nervosismo.

Chi vuole potrà dire che la colpa è altrove, nell’arbitro e nell’avversario di turno, però il punto è il solito: il mondo è un brutto posto, ma possiamo cambiarlo (e cambiare il nostro destino) solo cercando di migliorare noi stessi. La chiave è l’impegno, l’onestà, il rispetto, tutto quello che per una frazione di gioco abbiamo messo in campo. Poi una singola partita la si può anche vincere con la furbizia, la rabbia, la protesta, l’arroganza, ma è davvero questo che vogliamo essere o diventare anche noi? È davvero così che eravamo quando, da bambini, giocavamo sul campo rosso del San Giuseppe? Ed è questo il messaggio, l’esempio che vogliamo dare ai bambini che ora ci guardano (ieri sera purtroppo ce n’erano, sugli spalti)?

Ognuno si dia le risposte che vuole. Già farsele, certe domande, sarebbe una piccola vittoria, molto più importante dei tre punti che abbiamo lasciato ad Azzano Decimo.

Formazione: Roberto ROBY Basso, Alessandro SCONCH Scomparin, Matteo TEO Gottardo, Stefano DOC Drigo, Alessandro ALE Carnio, Massimo MAX Cuomo. Primo tempo: 0 – 1, Max su assist di Stefano. Secondo tempo: 1 – 1; 1 – 2, Ale; 1 – 3, Max su assist di Teo; 2 – 3 su rigore; 3 – 3; 4 – 3; 4 – 4, Max su assist di Stefano da calcio d’angolo; 5 – 4. Ammonizioni: Max. Espulsioni: Teo (per doppia ammonizione). In panchina: Michele MIKI Carniel, Marco MARK Callegher. In tribuna: Mec.

One thought on “New Team Azzano – Sgrendenay: 5 – 4

  1. Mec

    Concordo in tutto, proprio ieri sera mentre cercavo di prendere sonno ho pensato a che esempio diamo ai ragazzIni che vediamo in tribuna…
    Forse sono più amareggiato del fatto accaduto che del risultato, tornando a casa in auto ho pensato a quello slogan D-invertiamoci… il quale non deve essere solo un modo di dire ma deve essere un modo di fare!
    Le offese subite e le provocazioni non devono entrare nella nostra carne ma devo attraversarci come fantasmi.

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