[Campionato Calvecchia] Sgrendenay – Sparta Pio X: 7 – 8

I primi della classe ci battono ancora, ma ancora una volta non ci schiacciano. Ce la giochiamo insomma, mettendo in campo tutti i nostri limiti ma anche le nostre qualità. E passiamo persino in vantaggio ad inizio partita, per poi farci riprendere e superare.

Chiudiamo il primo tempo sull’1 a 3. Gli spartani sono abili, giocano a calcetto come si gioca a calcetto, fanno girare palla e si muovono molto senza dare mai punti di riferimento. E’ così’ che nel secondo tempo prendono il largo e si portano addirittura sull’1 a 5.

Poi però ripartiamo, come spesso ci accade quando non sentiamo più la tensione del risultato, e una dietro l’altra confezioniamo quattro reti che ci rimettono incredibilmente in parità. Sfruttiamo alcune leggerezze difensiva degli avversari, che a tratti peccano di troppa sicurezza e lasciano spazi in cui riusciamo ad incunearci: sul contropiede in cui Gian pareggia sembra davvero che la partita sia sistemata.

Invece loro riaccendono il gas e trovano altre reti, che riusciamo a recuperare fino a spaventarli, ma non quanto basta per portare a casa un punto che sarebbe stato oro colato, considerato il girone tosto di questa Serie A. Perdiamo con una rete di scarto, ma almeno ci abbiamo provato fino alla fine.

Formazione: Marco, Sconch, Fante, Stefano, Massimo, Gian, Max
Reti: Max (6), Gian (1) – Assist: Massimo (2), Stefano (1), Max (1)

[Campionato Calvecchia] Sgrendenay – I Meticci: 4 – 6

Ultima gara della prima fase di campionato a Calvecchia, che vale giusto per puntellare una classifica ormai segnata e che ci vede dentro le prime otto e dunque classificati per la Serie A. Affrontiamo una delle squadre più toniche del torneo, I Meticci. Un gruppo di ragazzi di varie nazionalità che giocano un calcio rapidissimo e molto tecnico.

La serata è gelida, tira un vento freddo che ci costringe con berretti e guanti e fa passare la voglia di giocare. Gli avversari (alcuni dimostrano vent’anni al massimo) hanno più caldo di noi e un passo decisamente diverso: imperversano con dribbling e giocate che fatichiamo a contrastare e la gara prende velocemente una brutta piega. Andiamo sotto varie volte, fino al quattro a zero con cui si chiude la prima frazione.

Un risultato che potrebbe essere anche più largo se gli avversari non si dimostrassero a volte sin troppo leziosi sotto porta e se Marco non si esibisse in qualche miracolosa parata che toglie dallo specchio reti già fatte. Merita una nota speciale questo ragazzo che si è inserito in punta di piedi e professa umiltà sempre, ma quando viene al campo fa il suo compito e non disdegna di sorridere in ogni caso, comunque vadano le cose.

E infatti è col sorriso che rientriamo il secondo tempo, tanto peggio di così non può andare. Qualcuno si leva persino il berretto, che magari per scappare dal freddo riusciamo a scappare anche dai Meticci, qualche volta. E funziona. Perché finalmente riusciamo a premere di più e a sfruttare delle buone ripartenze per andare a rete. Il risultato non è mai davvero in discussione ma se non altro un brivido (non di freddo) agli avversari lo facciamo sentire, mostrando l’orgoglio. Si chiude la prima fase: l’appuntamento è adesso con la Serie A, sperando che si alzino le temperature.

Formazione: Marco, Stefano, Manuel, Massimo, Gian, Max
Reti: Max (3), Stefano (1) – Assist: Max (1),  Stefano (1)

Amichevole in Famiglia e Muset

In occasione del ritorno dalle feste e, soprattutto, come aperitivo alla strepitosa cena annuale del Muset offerto dai Roman a casa Gottardo, si è celebrata la tradizionale Amichevole in Famiglia. Tutti (o quasi) gli Sgrendenay, divisi in due formazioni. Da una parte, con la maglia azzurra del Napoli, il team capitanato da Stefano (Mec, Micio, Buro, Beps, Stefano, Max) e dall’altra, in maglia bianca, il team capitanato da Teo (Marco, Teo, Pivi, Fante, Sconch, Massimo). Restano nella memoria alcune parate strepitose di Mec, i due eurogoal di Fante e Massimo, la cavalcata di Micio palla al piede e maglia di Maradona sulle spalle, il gradito ritorno di Pippo (come spettatore) e Pivi (come spettatore in campo), i giochi erotici di Roman col pallone, l’azione di Mec con cui si è chiusa la gara.

Risultato finale: AZZURRI – BIANCHI: 10 – 5
Marcatori azzurri: Max (5), Stefano (3), Beps (1), Buro (1)
Marcatori bianchi: Fante (2), Massimo (2), Sconch (1)

L’OPINIONE DI MICIO
I “Roman”, che sfoggiavano una maglia molto bella, hanno espresso gioco, potenza atletica (nonostante la presenza dei due vecchietti del gruppo!), simpatia! Ritengo il risultato fin troppo avaro nei confronti dei vincitori. Vincitori che hanno continuato a dare il meglio di loro pure nel (favoloso) terzo tempo!

LA TESTIMONIANZA DI BURO
Confermo in toto l’analisi di Micio: a tratti i “Roman” hanno sfoggiato trame da “calcetto vero”, un tourbillon azzurro che ha fatto ammattire gli avversari. Ciò che non ha fatto il campo l’ha fatto l’accoppiata muset – tiramisù, con l’aggiunta del salame cot, che le drio torname sù, ovvero ho un piccolo e fastidioso disturbo “intestinale”. Non ho pi el fisico par certi terzi tempi!

I VOTI DI FANTE
Tutto bellissimo! Come dice Max: “Queste sono le partite che dobbiamo fare”. Ci siamo divertiti (al di là del risultato) dentro e fuori dal campo! Ecco i VOTI della serata:

SGRENDENAY AZZURRI
MEC: fa lo spavaldo finchè il Fante non lo mette a tacere con un destro nel sette che lo lascia a bocca aperta. :-)  Voto: 6.5
MICIO: ultima partita prima del congedo per paternità. Sempre divertente vederlo giocare.  Voto: 6.5
BEPS: gli anni passano ma mostra sempre una discreta condizione. Bello rivederlo. Voto: 6.5
BURO: beh, fa il suo entro il limiti concessi da un fisico ormai provato dai numerosi infortuni. Voto: 6
ROMAN: si è fatto la squadra per vincere, però visti i musetti, possiamo chiudere un occhio. Voto: 6.5
MAX: beh, in forma o no, segna sempre lui. Voto: 6.5

SGRENDENAY BIANCHI
MARCO: nulla può dietro una difesa colabrodo. Voto: 6
PIVI: beh, lui è il mio pupillo. Anche se in campo è ormai un peso massimo. Voto: 5
SCONCH: egoista! Ho passato gli ultimi 10 minuti a chiedergli il cambio, quando ormai faceva da bandierina in attacco. Voto: 5
TEO: mai visto così giù di fiato. Colpa della morosa? Voto: 6
FANTE: media pesata dei tre precedenti. Distante anni luce da una condizione accettabile. Unica luce quel destro…. ciao MECCAAAAA!!!! Voto: 5 (perchè ovviamente il 5 di Sconch pesa molto di più del 6 di Teo)
MASSIMO: poverino, cosa poteva fare lui da solo con una squadra immobile? Voto: 6 (per l’impegno).
KEKKO: due mesi fa manda una mail dicendo a tutti che avrebbe pagato la rata intera sebbene quest’anno non giocherà. La scorsa settimana conferma che non giocherà nemmeno la partitina post-natalizia, ma ribadisce che pagherà la rata intera (ringraziando Fante per il reminder). Ieri sera non si presenta e non paga la rata! Ahh…questi avvocati ne sanno sempre una più dei dipendenti che timbrano il cartellino! Voto: 3

LA REPLICA DI KEKKO
Mi spiace non essere stato presente ieri al terzo tempo, ma la febbre della Caterina mi ha costretto a casa con le bambine. A scanso di equivoci, ovvero per il Fante, giustifico il mio mancato pagamento con il fatto di non aver avuto, fino ad oggi, più occasione di vedere il nostro cassiere. Conto di offrire un spritz a Micio nei prossimi giorni, e saldare il mio debito. Micio, quando ci vediamo?

LA REPLICA DI PIVI
Caro Fante, nonostante l’età, nonostante il tuo peso, nonostante i pensieri: sei un cretino! Ma ti vogliamo bene!

LA CHIOSA DI TEO
Mi permetto di dare un 8 a mio padre che, dopo aver abbondantemente cenato con mia madre, alle otto si è magnato con noi 2 fette di salame cotto, 4 di musetto col purè e due palle di profiterol! Che esempio! Per quanto riguarda la prestazione, mi do 4,5. Mai più nella vita voglio farmi scartare come una caramella da Roman, che di fronte alla nostra pessima difesa sembrava Messi!

IL POSTER DI SCONCH 

 

[Campionato Calvecchia] Sgrendenay – La Corte: 3 – 5

Serataccia. La classica partita che ti giochi dopo aver battuto una testa di serie (i Black Magic, solo tre giorni prima), per cui a pancia gonfia ti presenti a giocare contro una squadra di mezza classifica, convinto di passeggiare. Invece dall’altra parte trovi un gruppo di giovani (fra cui gli amici Ale Carnio ed Ale Ferro) che non hanno nemmeno una muta ma indossano gambe veloci e polmoni gonfi d’aria. Quanto basta per metterci in crisi, visto che ci presentiamo in campo con una delle formazioni probabilmente più anziane dell’anno e del torneo. Abbassa la media di età solo il nostro numero uno, Marco, che guarda caso alla fine risulterà in assoluto il migliore in campo prodigandosi in tuffi a ripetizione e parate che ci tengono in bilico fino a metà partita.

Il primo tempo finisce infatti in parità, 1 a 1. Ma solo perché i ragazzi della Corte mancano di freddezza sotto rete, perché il nostro estremo difensore para tutto il parabile e perché noi sfruttiamo una delle poche palle buone che riusciamo a far passare sotto porta. Nel secondo tempo però (e con un solo cambio) collassiamo. Gli altri continuano a mancare il bersaglio in più occasioni ma fanno centro quel paio di volte che bastano per spezzarci il morale e rendere la rincorsa impraticabile. Anche perché si gioca sul solito campo buio di Calvecchia (guarda caso ci abbiamo incassato le uniche due sconfitte dell’anno), in cui gli organizzatori si ostinano a non accendere due fari in più e dove ti fanno giocare con un pallone anti-rimbalzo su un sintetico di terza generazione che se lo ingoia, rendendo molti dei nostri passaggi inevitabilmente troppo corti e dunque avviando micidiali contropiede avversari, su cui affondiamo. Non bastano il paio di colpi luminosi di Stefano (tacco e botta da fuori) per rimetterci in carreggiata: finisce con una sconfitta meritata che, nonostante l’età, utilizzeremo per migliorare e crescere ancora.

Formazione: Marco, Sconch, Micio, Gian, Stefano, Max
Maractori: Stefano (2), Max (1)
Assist: Stefano (1), Sconch (1)

[Campionato Calvecchia] Sgrendenay – Black Magic: 9 – 8

E’ la notte della prima sentenza dell’anno, quella che decide (almeno per ora) chi si prende la seconda piazza, chi fra Sgren e Black Magic diventa il diretto antagonista degli Spartani (che comunque viaggiano imbattuti vari punti più su). E il risultato finale, con un solo goal di scarto, lascia pensare ad una gara in costante equilibrio, vinta sul filo di lana. Niente di tutto questo, invece.

Perché partiamo fortissimo e nei primi venti minuti li facciamo letteralmente “neri” questi Black. Ad un certo punto siamo persino sul risultato tennistico di 6 a 0 per noi, con tutte le nostre punte a segno, che si scambiano assist. Una partenza anomala, rispetto al nostro standard, probabilmente agevolata da un atteggiamento troppo guardingo di avversari senza cambi in panchina. Ma una partenza che mette in mostra tutte le nostre qualità, quando le usiamo: tecnica, possesso palla, movimento, corsa, passaggi, concretezza.

Tutto talmente bello che ad un certo punto ci sgonfiamo o pensiamo di avercela già fatta. Per cui piano piano e fino alla fine gli avversari recuperano un golletto dietro l’altro, anche se noi ne facciamo qualche altro e riusciamo a scappare via, ci facciamo riprendere. E insomma ci troviamo ad una manciata di secondi dalla fine con una sola rete di vantaggio e il rischio persino di incassare un pari che sarebbe allucinante. Per fortuna non succede, ma dovrà farci riflettere. Intanto ci godiamo questa vittoria in uno scontro diretto importante, che ci consegna il secondo posto sul podio in solitaria.

Formazione: Mec, Micio, Sconch, Teo, Buro, Massimo, Max
Reti: Max (4), Massimo (3), Buro (1), Teo (1)
Assist: Massimo (2), Max (2), Teo (1)

[Campionato Calvecchia] Sgrendenay – Gli Sfavoriti: 6 – 5

Saranno anche Sfavoriti ma in campo non stanno messi male. Hanno l’evidente difetto di giocare con ruvidità e lamentarsi praticamente ad ogni azione, ma si chiudono bene, spingono e ci mettono sotto pressione. Eppure l’inizio è roboante per noi: nel giro di pochi minuti ci portiamo sul 3-0 addirittura. Prima con un piatto di Teo da centrocampo che coglie il portiere fuori dalla porta, poi con una doppietta di Massimo: una sberla in mischia come antipasto, una doppia finta ed un rasoterra implacabile per servire la cena agli Sfavoriti. Che però poi cominciano a macinare gioco ed infilare reti, per cui andiamo sul riposo con un solo goal di vantaggio.

La ripresa si apre sempre nel segno di Massimo, che ci riporta avanti con un bel contropiede. Ma proprio quando sembra fatta gli altri si rifanno sotto: una, due volte. Senza che ce ne accorgiamo, a metà del secondo tempo, siamo di nuovo in parità. Gli avversari ci credono e noi cominciamo a crederci di meno. Allora ci pensa Max a dare una scrollata alla (sua) partita: uno contro uno a centrocampo, palla lunga per bruciare il marcatore in velocità e diagonale mancino da posizione complicata. Uno sfregio di sangue caldo in una serata gelida. Con replica qualche minuto dopo, su lancio di Marco ed assist prezioso di Gian.

Ma soffriamo fino alla fine. Gli avversari segnano ancora e fino all’ultimo ci tengono sospesi lì a tenere un vantaggio che, faticosamente, teniamo. Grazie anche a qualche buon intervento di Marco (che para anche un tiro libero), agli anticipi decisi di Teo ed alle spazzate convinte di Sconch. Ne saltano fuori tre punti preziosi festeggiati con una pizza e uno sgroppino al caffè (offerto dalla coppia ritardataria Max+Roman). Ad un certo punto al Mamasita arriva pure Mec, con un paille rosso gigante che sembra rubato a Babbo Natale. E a quel punto la festa è davvero completa!

Formazione: Marco, Teo, Sconch, Stefano, Gian, Massimo, Max
Marcatori: Massimo (3), Max (2), Teo (1)
Assist: Gian (1)

[Amichevole a Fiume Veneto] Sgrendenay – Pitbull E-XL

<<Che notte, che notte quella notte! Se ci penso mi sento le ossa rotte:
beh, M’aspetta quella bionda che fa il pieno al Roxy Bar,
l’amichetta tutta curve del capoccia Billy Carr.>>

Le parole sono di Fred Buscaglione, ma si prestano bene come sottofondo musicale alla serata che 6 dei nostri più audaci Sgrendenay vanno a prendersi a Fiume Veneto. Una notte pensata dal solito organizzatore di eventi low-budget Mec, in collaborazione con un amico che gli vende sotto banco lunghe sbarre di metallo dove le cimici fanno famiglia. E ad un certo punto del viaggio verso il Friuli si vede che a Mec gli viene un senso di colpa del tipo “Ma guarda se per andare a prendere una tapparella devo scomodare quindici persone, cinque dei quali molto amici miei” e allora li guarda dallo specchietto retrovisore, quegli amici incastrati (da lui e dallo spazio ristretto in macchina) e dice la frase: “Ok, sentite, se stasera vinciamo…”. Cosa Mec, coraggio. “Beh, se vinciamo, pago tutto io…” con l’ultima parte della frase appena sussurrata ma quanto basta per trasformare una stanca trasferta oltre Chions (quasi nessuno dei nostri era mai stato oltre Chions) in una serata di Champions League o quasi.

Insiste Buscaglione:
<<Ci vado, la vedo, è lei,
ma dalla nebbia ne spuntano altri sei:
Buck la Pasta, Jack Bidone coi fratelli Bolivar
mentre, sotto ad un lampione,
se la spassa Billy Carr.>>

I sei siamo noi. Jack Bidone è Mec. Buck la Pasta è Teo, seduto nel sedile affianco. Dietro ci stanno Micio, Gian e Max, i tre fratelli Bolivar. E sotto ad un lampione, davanti allo stadio, c’è persino Billy Carr. Che è Beps, bellissimo. Era tanto che non lo vedevamo, ed è bellissimo. E giusto per far capire che non scherziamo ci spariamo subito un doppio giro di Spritz a stomaco vuoto, nel primo bar. Il secondo giro è offerto dall’amico di Mec che gli vende stecche metalliche. “Cazzo”, dice, “vi ha fatto venire qui solo per prendersi la tapparella”. Sospira, il cappello moda ed un leggero senso di colpa. “Vi offro uno spritz”.

<<Che notte, Che botte quella notte!
Mi ricordo di sei mascelle rotte…
Li stendo, li conto, son sei,
poi li riconto perché non si sa mai.>>

Ma no, non finirà così. Gli avversari si chiamano PITBULL E-XL che è un nome nato dall’unione degli sponsor che gli pagano l’iscrizione al campionato. Il prossimo anno si chiameranno PITBULL E-XL TENDASTAR e hanno già dichiarato che il nome si può allungare all’infinito: basta pagare. Gli unici che non vogliono pagare però sono i gialloneri, che dopo lo Spritz hanno l’obiettivo in testa: cenare gratis. Per cui le mascelle dei nostri restano intatte e la partita sul parquet coperto della palestra di Fiume prende una piega buona.

La cacciamo dentro al primo pallone utile e sembra che le cose possano andare in discesa. Invece la botta del pari arriva di lì a poco e rimette le cose in chiaro: i cagnacci extra-large non ci stanno a farsi addomesticare e la partita resta equilibrata. Ripassiamo in vantaggio, ci portiamo sul 3 a 1. Però subiamo il buon ritmo imposto dai padroni di casa e soccombiamo ancora. La prima frazione si chiude sul 4 a 2. E’ una serata piacevole: la partita è corretta, ordinata, in equilibrio, il pallone rimbalza, non ci piove in testa, ci godiamo insieme l’esperienza del parquet e il look di Mec (ginocchiere sopra pantaloni della tuta attillati). Nella seconda frazione gli avversari applicano un robusto turn-over (sono oltre dieci) che ci mette in difficoltà fisica, ma col nostro lucido contropiede riusciamo più o meno sempre a scappare via quando stanno per riprenderci.
Finisce 9 a 6.

Così ci buttiamo sotto una doccia gelata e poi di corsa vero l’E-XL per una riga di teglie da metro di pizza, sottile come la distanza che ci separa dai nostri avversari, seduti accanto a noi. E’ gemellaggio allo stato puro e ci sono anche <<quella bionda>> di Buscaglione (che scende a litri) e <<l’amichetta tutta curve>>, cameriera di nazionalità dominicana che aggiunge peperoncino persino alla “cattiva”, la pizza piccante. Ne viene fuori una serata alcolica piuttosto allegra che scivola via come se qualcuno ci avesse frizionato con l’olio di mandorle, in cui Mec la fa da mattatore, risultando agli occhi dei Pitbull una specie di benefattore (paga tutto lui!) e portiere fortissimo e grande montatore di tende e grande montatore in generale. Ma alla fine l’unico che imbarca (la cameriera, forse) è uno degli avversari e con la tripletta che gli auguriamo la partita finisce pari. Per cui urge una rivincita in terra veneta. Anche perché dentro il cartone con la tapparella che Mec si ficca in macchina c’è una famiglia di venti cimici che puzzano come cimici. Ci teniamo a restituirvele, ragazzi, e sarà bellissimo.

<<Che nebbia, che botte, che baci,
che cotte, ragazzi!
Che notte quella notte!>>

Sgrendenay – Pitbull E-XL: 9 – 6
Formazione: Mec, Micio, Teo, Gian, Beps, Max
Marcatori: Max (5), Gian (2), Beps (2)

[Campionato di Calvecchia] SGRENDENAY – MARTELLIA: 4 – 1

Vittoria importante. Perché dopo la prima funesta uscita occorreva un guizzo per dimostrare che in questo torneo ci possiamo stare e perché gli avversari sono tutt’altro che scarsi, anzi, decisamente più tosti di quelli che ci hanno sconfitto all’esordio. I Martellia sono giovani e tecnici e per contrastarli ci dobbiamo mettere tutta la nostra sapienza tattica: il modulo è quello storico degli Sgrendenay, una punta davanti a fare la boa e dietro un fortino pronto al contropiede. E funziona, anche perché l’esordio di Marco fra i pali (ingaggiato da Mister Teo per il tramite del procuratore Roman) è superbo, con parate decisive in ogni momento topico della partita. Così andiamo al riposo su uno zero a zero che la dice tutta sull’andamento della gara, inchiodata lì dai tatticismi, da alcune prodezze dei singoli e da un sintetico di prima generazione (praticamente liscio) su cui il pallone antirimbalzo schizza via come un uovo sodo, sulla patina di umidità della prima vera serata invernale dell’anno.

Poi, dopo otto minuti del secondo tempo, la barricata cede. Botta del loro uomo più pimpante che sguscia fra le gambe dei nostri assiepati e alla fine ci inchioda su uno svantaggio che sposta decisamente l’equilibrio del match. Ma dalla parte che non ti aspetti. Perché gli avversari si sentono finalmente appagati e perché noi invece capiamo che qualcosa in più dobbiamo osare. La fortuna vuole che un paio di calci d’angolo ci premino col massimo (anzi, col Max) dei voti. Un uno due che i Martellia non fanno nemmeno in tempo ad inghiottire che già ce l’hanno nello stomaco, forse pure più in basso. Per cui si lanciano a testa bassa in avanti, scoprendosi irrimediabilmente al nostro micidiale contropiede. Così, ancora prima che riescano a digerire la sorpresa del pareggio ne hanno presi quattro e la partita è finita. E guardando quel gruppo di quarantenni che si avvia stanco verso gli spogliatoi (c’era persino il redivivo Fante!) si sente qualcuno dei Martellia domandare: Ma che è successo? Come hanno fatto?

Formazione: Marco, Micio, Teo, Sconch, Fante, Stefano, Max
Marcatori: Max (4)
Assist: Teo (1)

[Campionato di Calvecchia] SGRENDENAY – VENETASTAMPI: 6 – 11

Serata di grande fatica quella dell’esordio sul terreno di Calvecchia, che apre ufficialmente la stagione giallonera 2011/12. La fatica delle cicale che hanno passato l’estate a cantare, mentre le formiche (pure grosse) con la maglia bianca firmata “Veneta Stampi” mostrano di aver messo in cascina, durante le vacanze, fiato e gambe per una partenza sprintosa. Per cui soffriamo dall’inizio alla fine contro un avversario non particolarmente tecnico ma abile a chiudersi e lesto a ripartire, impossibile da riprendere.

Tanti goal li subiamo così, attaccando e perdendo palla per poca lucidità o perché sembra chiaro (dopo un anno a Portogruaro) che abbiamo perso confidenza con il pallone che non rimbalza e fioccano i passaggi molli. Gambe e palla pesanti nella nuova cornice di Calvecchia, dove però il campo sembra sempre troppo lungo ed è decisamente poco illuminato, per cui decidere cosa fare diventa più difficile anche per chi, fra noi, dimostra una forma leggermente migliore di altri.

Ne viene fuori un primo tempo in cui, nonostante tutto, agguantiamo il pari dopo lo svantaggio, ma poi collassiamo, per andare al riposo sul 1 a 5. Al rientro proviamo a giocare e stavolta ci riusciamo davvero, recuperando lo svantaggio fino a quando possiamo (ad un certo punto andiamo appena 2 reti sotto) ma poi di nuovo testa e polmoni si annebbiano e il risultato si sgonfia. Finisce con un panino alla Tana del Luppolo, come ai vecchi tempi, e la consapevolezza che possiamo risalire, con un poco di benzina.

Restano alcune buone notizie: Mec litiga per tutta la gara sol soffito del campo (“La rete di protezione è troppo bassa!”) ma alla fine l’assist goal col lancio lungo lo piazza; Sconch non è più pesante di tre mesi fa, e in mezzo si è pure sposato; Micio sembra esser ripartito da dove aveva finito l’anno scorso, trofeo in pugno; Gian si candida da subito ad uomo assist della stagione; Pippo ha corsa e pedalata: se fa la pace con l’anti-rimbalzo ci sistema tutti; Buro rientra ufficialmente in campo e si toglie pure la soddisfazione del goal; Max inciampa sul pallone e gioca da fermo, ma non ha perso il vizietto.

Qualcuno ha promesso che tra questa e la prossima gara si farà (almeno) una corsetta. Sarà vero?

Formazione: Mec, Sconch, Micio, Gian, Pippo, Buro, Max
Marcatori: Max (3), Buro (1), Pippo (1) Sconch (1)
Assist: Gian (3), Mec (1)